giovedì 20 aprile 2017

Fatima. Profezia non "Segreto".

Fidenza. Particolare del portale del Palazzo ex-Orsoline
 "Il 13 maggio 1917 tre pastorelli di Aljustrel erano usciti come al solito a pascolare sul monte i greggi delle loro famiglie. Erano essi Lucia di Gesù e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto, la prima di 10, e gli altri due di 9 e di 7 anni (...). Ad un tratto un lampo li abbagliò. Spaventati guardarono il cielo: non v’era nemmeno una nube e il sole era splendente (...). Dinanzi a loro, a due passi di distanza, su un piccolo verdeggiante elce, alto poco più di un metro, scorgono una bellissima signora, tutta luce, più splendente del sole, la quale con un grazioso gesto li rassicura dicendo: non abbiate paura, non voglio farvi alcun male".
Così nel 1945  il gesuita Luis Gonzaga Da Fonseca descrive la prima delle sei apparizioni avvenute tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917. L'ultima apparizione, alla quale assistettero settemila persone, fu "prodigio del sole": "Ruotava su se stesso, simile a una grande ruota di fuoco, gettando raggi di luce di diversi colori nel cielo e sui presenti". 
Da sinistra Lucia Dos Santos, Francesco e Giacinta Marto
A conclusione di un lungo processo canonico nel 1930 le apparizioni furono dichiarate "degne di fede" dal vescovo di Leiria che autorizzò il culto della "Madonna di Fatima". Non c'è accenno nel documento del vescovo ad alcun "segreto".  Di  "segreto" o "segreti" si parlerà molti anni dopo basandosi sulle memorie scritte da Lucia, una dei tre "pastorelli" testimoni.
L'ombra del "segreto" è presente nella composizione che don Lino Cassi dedica a Fatima invitandoci a coglierne l'attualità del "segno".



FATIMA

I

L’abbagliante bellezza della Signora,
questo compresero, stupiti, i fanciulli.
Il resto fu per loro strano messaggio
da riproporre con fedeltà testarda:
nome di un popolo mai sentito;
fosche previsioni e incomprensibili speranze;
minacce di rovine e promesse di pace;
inviti alla preghiera
(ma quanta voglia di giocare!)
e a pagare per un male non fatto
e tuttavia di ognuno triste appannaggio.
Il fragore della guerra e l’euforia della pace
coprirono l’evento.

Ma quando la morte, con più raffinate armi,
riprese il suo macabro trionfo
fu chiaro allora il segno.
Necessità il digiuno per mancanza di pane,
e penitenza dura la precaria vita,
e angosciata veglia l’interminabile attesa
sotto uragani di fuoco.

Com’è tardo è il cuore a capire
e l’occhio a vedere!
E come pronta a dimenticare
è la memoria!

II

Tornato è il mese più dolce dell’anno.
Il sole gioca sui volti in festa
nella grande piazza.
Colui che è atteso,
ecco, giunge:
forte e fragile segno.
Mani si protendono
alla benedicente mano,
per rinnovare il patto della pace.

Uno scoppio improvviso.
«Festa?» «No! odio e morte!»
Gli «evviva!» son grida d’angoscia.
Il sangue scorre
sulla veste bianca.
Il bolide brucia la pista e porta al riparo
la bianca colomba ferita.
Il sapermi vivo “altrove” fu per lei
l’unico conforto.

III

Perché la vita costa tanta morte?
Chi ha proposto o imposto
questo duro baratto?
Chi ha fissato il prezzo e chi salda il conto?
Non è voglia di sapere,
la nostra,
o curiosità indiscreta,
o lusso d’intelletto,
o chiacchiera salottiera.
E’ bisogno di certezza.
Non ci fa paura la morte
ma la possibilità temuta
che morte generi morte
e che dopo tanto patire e lottare
nient’altro ci attenda che il nulla!

C’è morte e morte.
C’è la morte da combattere
e c’è la morte da accogliere.
C’è la morte che porta alla morte
e c’è la morte che apre alla vita.
C’è un seme che quanto più muore
tanto più bello fiorisce!

 Maria!
Tu, di questo tragico mercato tra morte e vita,
con Lui, il tuo Figlio, hai pagato
 il prezzo più alto,
ma hai colto anche il frutto più bello:
Tu, sotto la croce, come Lui, sfigurata,
 ora sei bella ‘senza macchia e ruga’;
Tu allora, come noi, nella nebbia,
ora ’vedi’ e ‘sai’.
Per lo Spirito, che ti ha resa feconda,
e per il Figlio, che ha sfidato la morte,
e l’ha vinta,
rendici certi che “vita”
è il nostro destino. 
Lino Cassi



3 commenti:

  1. Una cosa che non ho mai capito, assolutamente, e che nessuno riuscirà a spiegare, è come mai la Madonna di Fatima avesse parlato della conversione della Russia -comunista- e non avesse fatto il minimo cenno all'avvento del nazifascismo, che avrebbe portato nell'Aldilà più di 50 milioni di esseri umani, tra cui 6 milioni di ebrei, quindi compatrioti dei componenti della Sacra Famiglia e degli Apostoli.

    RispondiElimina
  2. Caro prof, anch'io mi sono fatto delle domande in merito alle apparizioni Mariane ma, avendo meditato lungamente, non ho trovato nessuna risposta che abbia un senso.
    Anche analizzando i segreti di Fatima rivelati dalle autorità ecclesiastiche, trovo che, forse, anche Nostradamus ci avrebbe azzeccato.

    RispondiElimina
  3. Mi lascia perplesso il fatto che, sia a Lourdes che a Fatima, la Madonna sia apparsa sempre a dei fanciulli pastori. Il Portogallo, era poi un paese dal cattolicesimo retrivo con tendenze destrorse, per cui si rimproverava la Russia, ma non Hitler, Mussolini e Franco. I segreti, di Pulcinella, di Fatima, sono serviti a terrorizzare la comunità cattolica per un secolo. Ma la Madonna non ha mai visto, nell'umanità dolente, in questa valle di lacrime, un solo briciolo di eventi positivi?

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi