giovedì 6 aprile 2017

L'ex caserma di Via Bacchini: una ricerca storica di Benvenuto Uni

L'Edificio è noto oggi come Ex Caserma dei Carabinieri e sorge sul luogo storico dell'ex Convento dei Frati Minori di San Francesco di Borgo San Donnino, l'attuale Fidenza. Conserva della antica struttura solo una piccola parte della facciata.  Questo articolo è frutto di una ricerca del prof. Benvenuto Uni.


Il Convento dei Frati Minori di San Francesco 
di Borgo San Donnino

1) - LA PRIMA CASA DEI MINORI CONVENTUALI A FIDENZA

S.Francesco d'Assisi fondò a Fidenza, allora Borgo San Donnino, un suo convento con chiesetta, probabilmente nel 1212 (1).-
Nel 1215 il Santo d'Assisi fece in quell'Oratorio un grande miracolo, moltiplicando i pani.
Il Convento e la Chiesa si trovavano fuori del centro abitato, vicino alla Porta "Salsedrana", o del sale, che portava a Salsomaggiore. Ci sono ancora pergamene del 1224, che parlano di quel convento. Di quel primo, storico, centro francescano di Fidenza, non è rimasto che un oratorio, detto la Zappella, rifatto dopo l'ultima guerra mondiale.-


2) - IL SECONDO CONVENTO DEI FRATI MINORI DI S.FRANCESCO A FIDENZA

Nel secolo XIII le violente guerre tra Guelfi e Ghibellini impedirono ai Frati Minori di S. Francesco di realizzare la loro seconda Chiesa con convento dentro l'abitato di Borgo San Donnino. Nel Trecento, con la pace imposta dai Visconti, i Frati Minori poterono iniziare, dentro il Borgo, la loro Chiesa.
I lavori proseguirono per tutto quel secolo, come risulta dalle pergamene di quel Convento.
Probabilmente nel secoòo XV si costruì accanto alla Chiesa Francescana posta a pochi passi dal centro di Borgo, dove ora sorge il Teatro Magnani, un semplice convento per la comunità dei Minori Conventuali.-

3) - DOPO LA PESTE IL CONVENTO VIENE RICOSTRUITO DI NUOVO

Nel 1634, dopo la famosa peste "manzoniana", i luoghi francescani di Borgo S. Donnino, sia la Zappella che il vecchio Convento posto vicino al centro di Borgo, erano in completa rovina.
Lo sappiamo da una Visita, fatta al Convento francescano di Borgo, dal Padre Provinciale di Bologna, P.Cornelio Sanseverini da Piacenza, il 9 Novembre 1634.
Nella relazione della sua Visita, il P.Provinciale lasciò vari Ordini al P. Guardiano del Convento borghigiano; tra i vari punti prescritti, si legge: 
"5° Trovandosi il Convento ridotto in cattivo stato per l'antichità, e minacciando ruina deve esser pensier del P. Guardiano d'avanzare dell'entrate con la parsimonia per provedere alla futura ruina, onde per poi commandare espressamente che oltre il vitto, e vestito dei frati ordinano non siano fatte altre spese senza nostra espressa licenza" (2).
Il primo frutto di quella "parsimonia" fu il restauro radicale del luogo francescano più venerato, l'Oratorio della Zappella, che venne rifatto nel 1640 (3).
Poi si provvide al rifacimento totale dell'antico Convento, posto al centro di Borgo.- I lavori continuarono a lungo.- Ce ne dà notizia una Visita fatta al· Convento borghigiano da P. Vincenzo Muzio, Visitatore Generale della Provincia di Bologna, il 31 Luglio 1689.
Il Visitatore Generale, così dice il prezioso documento, 
"ha ordinato come segue : che subito si provveda un Libro quale debba chiamarsi della Fabbrica, in cui dal Padre Girolamo Lizzani, già deputato Commissario della Fabbrica, siano fedelmente e distintamente registrate tutte le spese, che si faranno nella medesima, niuna eccettuata, così dei materiali, come delle mercedi degl'Operarij" (4).-

In questo bellissimo disegno di Dal Verme del 1811 vediamo sulla
sinistra la chiesa del convento che poi lascerà il posto all'attuale
Teatro Magnani. Davanti alla chiesa Piazza San Giovanni che oggi
è Piazza Verdi. Parte del convento si intravede  sul fianco sinistro
della chiesa. A chiudere la piazza un'altra storica chiesa che verrà
demolita all'inizio del XIX secolo
.
  
4) - L'INCOMPRESO ORIENTAMENTO DELL' ANTICA CHIESA DEI CONVENTUALI

I sostenitori del valore monumentale dell'Ex Caserma di Fidenza, appoggiano la loro convinzione sul presupposto che la Facciata dell'ex Caserma era l'antica Facciata del Convento dei Frati Minori, oppure che tale Facciata sorgeva dove nel sec. XV era stato costruito il primo Convento di tali Frati dentro il Borgo.
Tale presupposto è gratuito e viene clamorosamente smentito da un documento del 1730, il quale afferma con assoluta evidenza che la Chiesa dei Frati Minori aveva il coro e il Santuario rivolti verso l'attuale piazza Verdi.-
Perciò la Facciata di tale Chiesa dei Padri Conventuali non sorgeva dove attualmente c'è la Facciata del Teatro Magnani, ma nella sua parte opposta: essa guardava ad ovest, verso l'attuale borgo G.Tommasini e verso la Cattedrale.
Il documento ritrovato è veramente straordinario, perché rivoluziona quanto si pensava sull'origine e sullo sviluppo del centro storico di Fidenza dopo il sec.XIV, attorno al palazzo comunale.
Il documento é in realtà un bando o un proclama del Comune di Borgo S.Donnino, pubblicato il 22 Luglio 1730; inizia così 
"Grida per il Sito del Mercato de Bestiami. Volendo il Serenissimo Signor Duca Padrone sradicare l'indecenza ed abuso cominciato ad introdursi da Paesani di formare il Mercato d'ogni sorta di Bestie sul piazzale della Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista di questa Città di Borgo S.Donnino ed in faccia delle porte di essa Chiesa da una parte, e dall'altra del Coro ed una Porta della Chiesa di S.Francesco dei Padri detti Conventuali dell'Ordine di detto Santo..."
La Grida spiega i motivi dell'indecenza e dell'abuso : "i muggiti delle bestie", "il cicaleccio dei concorrenti al Mercato", "le parole oscene" e le "detestabili bestemmie" rendevano "frastornati li devoti" e offendevano le orecchie delle monache della Chiesa di S. Giovanni Battista e dei Padri Conventuali che salmodiavano in coro, posto a ridosso della piazza del mercato.-
Il Duca pertanto aveva imposto al podestà di Borgo S. Donnino di vietare severamente il mercato in tale piazza, con la pena del sequestro delle bestie e di due scudi d'oro, da versare alla Camera ducale.- (5).
Nel 1730 la piazza dietro il palazzo comunale, detta "piazzale di S.Giovanni", si trovava fra la facciata di detta Chiesa e il Coro e l'abside della Chiesa dei Conventuali.
Dunque, in modo analogo, anche il Convento dei Frati Minori francescani, rifatto alla metà del secolo XVII, aveva la sua Facciata parallela alla sua Chiesa, verso la Cattedrale e verso l'attuale borgo Tommasini. 
Noi, invece, sappiamo che l'ultima Facciata del Convento dei Padri Minori di S.Francesco, trasformato poi in Caserma, sorgeva a Fidenza ad oriente, verso Via Benedetto Bacchini, proprio nella parte opposta rispetto alla posizione delle precedenti facciate. Ci si deve chiedere, allora, quando e perché la Facciata del Convento di tali Frati subì un tale, di verso e radicale orientamento.-

5) - L'ULTIMA FACCIATA DEL CONVENTO DEI PADRI MINORI FU COSTRUITA DOPO IL 1784

I Minori Conventuali nel 1760 rifecero a Fidenza vicino al palazzo comunale una nuova Chiesa, demolendo completamente l'antica. I lavori vennero affidati al capomastro borghigiano Pietro Boschetti.
Nel 1769 i Padri Conventuali furono cacciati dal loro Convento. La costruzione della nuova Chiesa rimase sospesa. Nel 1777, i Padri Conventuali, ritornati nel loro Convento, rinnovarono subito il capitolato con il Boschetti per il proseguimento dei lavori per la loro nuova Chiesa:
"Anno 1777 si sono fatti, stipolati, accettati e letti li seguenti Capitoli convenuti degli obblighi vicendevoli tra lo Capo Mastro Pietro Boschetti, e tra li M.M.R.R.P.P. o Minori Conventuali Circa La Continuazione, e Compimento della Nuova Chiesa, detta di S.Francescoin Borgo Sandonnino" (6).
Al N. 15° del Capitolato é inserito quanto segue:
"Circa alla unione del Corpo della Chiesa con il Corpo del Convento nella parte della Facciata si della chiesa, cane del Convento, il surriferito sottoscritto Disegno della Pianta di Fabbrica insegna il tutto. . Perciò sarà peso del Capo Mastro fare a sue spese tutta questa unione cominciandosi inclusivamente da fondamenti necessari, e a tutto il tetto corrispondente terminandosi".
Il 15° Capitolo, redatto tra i Padri Minori Conventuali e il capomastro Boschetti, pur mancando il disegno di pianta, dice con evidenza che "Il Corpo della Chiesa e quello del Convento", cioè le due costruzioni dovevano essere unite "nella parte della Facciata della chiesa e del Convento"; perciò lo stesso muro della Facciata della Chiesa doveva proseguire a formare il muro della nuova Facciata del convento.
Lo stesso capitolato al N. 16 così proseguiva:
"Perciò L'angolo nuovo del Convento dovrà nelle due sue esteriori facciate essere Lasenato, fasciato, corniciato alli livelli del rimanente già Fatto Muro del Convento, Correlativamente il muro nuovo del Convento verso la Piazetta della Chiesa dovrà essere finestrato.Il Muro esteriore di Porteria nuova dovrà nell'ordine di sotto avere proporzionata ornata Porta: nell'ordine di sopra proporzionate ornate finestre. E questo muro esteriore dovrà essere tutto stabilito al pari della Facciata di Chiesa. Il Capo Mastro cuoprirà il vaso della Porteria non già con soffitto a travetti, ma con volta formale. Così alzerà in proporzione giusta La parte Superiore della (presente) Porta interiore, che dalla Porteria metterà nel corritore, o sia : Claustro. Ma i i non Lavorerà Li gradi, che dalla Carta di Pianta sono indicati. Né anche questa nuova Porteria, né questa seconda Porta dovranno essere stabili te a spese del Capo Mastro".-
E' evidente la grande importanza del capitolo 16°. Esso stabilisce il modo e gli accorgimenti architettonici con cui il capomastro doveva costruire le due nuove Facciate del Convento : "l'angolo nuovo del Convento" doveva essere "lasenato, fasciato, corniciato".
Il capomastro doveva rifare "la porteria nuova", non già con soffitto a travetti, ma con volta formale".
Una di quelle due faccia te, con l'ingresso della "porteria" a volta, era appunto la Facciata della Ex Caserma.
Quando il capomastro Boschetti eseguì tali ultimi importanti lavori al Convento dei Frati Minori ?
Certamente dopo aver terminato la nuova Chiesa che venne consacrata nel 1784, come ricordava una lapide posta dentro il nuovo sacro edificio (Fotocopia n06). Dopo il 1784, il capomastro Boschetti poté completare il capitolato sottoscritto nel 1777, eseguendo gli ultimi lavori vicino al Convento dei Padri Minori di Borgo S. Donnino.-

6) - PIETRO BOSCHETTI FU UN MEDIOCRE CAPOMASTRO

Secondo l'opinione comune del tempo, Pietro Boschetti era un capomastro molto mediocre. Nella costruzione della nuova Chiesa dei Minori Conventuali quel capomastro commise gravi errori; ad esempio aveva innalzato colonne e pilastri senza sufficienti basamenti.
Il 3 Agosto 1780 il Padre Guardiano del Convento, il Conventuale P. Maestro Giuseppe Antonio Foschieri, preoccupato del cattivo andamento dei lavori alla nuova Chiesa, richiese una perizia dall'architetto Giuseppe Abati, il quale così giudicò il lavoro del Boschetti 
"Essendo l'Ordine di Architettura di detta Chiesa mancante, e senza il debito basamento alli Pilastri e colonne,-cosi si dovranno costruire le medesime in buona forma, talché alle Pilastrate la Base sia Attica ed alle Colonne delle Cappelle sia la Base Dorica" (7).-
Nel 1766, Madre Geltrude Grossi, Priora del Collegio delle Orsoline di Borgo S.Donnino, superata tra gravi difficoltà le resistenze del Du Tillot, ottenne dal Duca di poter completare il suo Collegio con una Facciata che doveva unire l'ala rettangolare, costruita lungo l'attuale Via Costa, e la Cappella, edificata nel 1731.
La nuova Facciata doveva sorgere davanti alla via Emilia, l'attuale via Berenini. Madre Geltrude Grossi fece la convenzione per la Facciata del suo Collegio col capomastro Boschetti; ma venne subito sconsigliata dalle autorità perché
"le fatture di questo Mastro Pietro Boschetti qui le fanno poco credito, onde volendosi continuare le fabbriche del Collegio, fatte senza risparmio e secondo l'arte, sarebbe necessario un uomo di migliore abilità di questo"(8).
A favore del capomastro Boschetti occorre aggiungere due osservazioni: i Minori Conventuali di Borgo non desideravano una costruzione monumentale, ma fatta con modestia e risparmio; a tal proposito è significativo il N.9 del capitolato per la nuova Chiesa, di cui già si è parlato: 
"Resta proibito al Capo Mastro adoperare sassi nel filo dei Muri tanto all'interno quanto all'esterno, perché le camicie dei Muri devono essere tutte in quadrello forte. Nel mezzo dei Muri però, e dei Pilastroni potrà adoperare Li sassi".
Così si è visto che i muri della Facciata dell'ex Caserma avevano la fodera di mattoni, ma all'interno erano stati riempiti di sassi e di materiali di scarso valore.
Inoltre i Minori Conventuali di Borgo non avevano molti mezzi; perciò non erano in grado di lasciare opere monumentali. Il loro Padre Guardiano, P .Maestro Antonio Cassani lasciò scritto
"Riflettendo con tutta maturità che non si poteva rimediare alli molti debiti di cui trovavasi gravato questo stesso Convento specialmente con Roma, senza venire a qualche determinazione per ripararvi; prese in determinazione d'esporre a Padri componenti questa Religiosa Famiglia, che l'unico mezzo era di alienare pezzi di Terra segregati dal Podere, esistenti nel luogo di Soragna" (9).
I terreni vennero venduti nel 1801.-

In questa mappa del primo novecento l'area dell'ex convento è
utilizzata come caserma. La chiesa ha lasciato il posto al teatro
Magnani e la Piazza S. Giovanni è diventata Piazza G. Verdi.

7) - IL CONVENTO FIDENTINO DEI PADRI MINORI DI S.FRANCESCO FU SEMPRE RITENUTO UNA FABBRICA MESCHINA FINO AI NOSTRI GIORNI

Il più antico giudizio sul Convento fidentino dei Padri Minori di S.Francesco fu dato nel 1802 da Vincenzo Plateretti (10) (Fotocopia NN.7/a; 7/b).-
L'opera del Plateretti, le "Memorie per servire alla storia dello Stato attuale di Borgo San Donnin9", interessava soprattutto a Moreau de Saint-Méry, amministratore generale per conto della Repubblica francese.
L'amministratore francese riuscì ad avere tali Memorie per mezzo dell'amico avv.Carlo dal Verme che gli inviò alla fine del 1803 l'opera "del cittadino dottore Vincenzo Plateretti" con "tutti li monumenti storici della mia Patria, tutte le notizie politiche ad essa relative" (11).
Al Moreau interessavano soprattutto le "notizie politiche" e i giudizi sul valore commerciale dei singoli monumenti che egli avrebbe presto posseduto a nome del Governo francese con la confisca e la soppressione degli Ordini religiosi.
Il Plateretti giudicò molto negativamente il Convento dei Minori di S.Francesco di Fidenza :
"Niente pure ( dirò) del Convento, essendo questo, cane anche di fuori apparisce di fabbrica assai meschina, e pochissimo commoda a dispetto di un'ala di esso, che essendo un guasto fu, pochi anni sono, fatta abitabile a proprie particolari spese di un Religioso".
Il Plateretti giudicò l'interno del Convento scomodo, la Facciata meschina a ricordò i lavori esegui ti dal Boschetti per recuperare "un guasto".
Quel giudizio così negativo persuase il Moreau a non accettare per il Governo francese quel Convento così meschino, ma a lasciarlo al Comune di Borgo S.Donnino. Infatti il 20 Ottobre 1816 il nuovo Governo ducale di Parma chiese al Comune di Borgo S.Donnino di avere il Convento di S.Francesco per trasformarlo in Caserma dei Dragoni

Al contrario di quel Convento di poco valore, la sua Chiesa, appena costruita, venne subito incamerata dal Governo francese e venduta nel 1812 per 12.000 lire ad una società di 39 persone, per fabbricarvi un teatro, l'attuale Teatro Magnani.
Promotore di quella Società fu il sottoprefetto francese Locard.
Dopo il Plateretti il Convento dei Padri Minori di Fidenza non ebbe maggior fortuna nel giudizio e nella considerazione dei numerosi studiosi di Fidenza. Quel Convento fu ricordato poche volte, e solo per le sue vicissitudini storiche; esso non fu mai tenuto in considerazione per il suo valore monumentale.
Guglielmo Laurini nel 1924 lo ricordò solo per le sue varie confische e soppressioni subite.
Il Convento dei Minori di S.Francesco non é mai stato ricordato nelle guide di Fidenza, fatte da studiosi quali N. Denti, D. Soresina e A. Aimi.
Nel 1981 l'Amministrazione comunale di Fidenza fece eseguire da un gruppo di tecnici e di studiosi un costoso volume: Centro Storico e Centro-Città. Studio sulla città di Fidenza, per redigere il Piano per il Centro storico (13).
La ricerca e lo studio sui monumenti cittadini venne affidata a Guglielmo Ponzi, uno dei dirigenti più qualificati di Italia Nostra di Fidenza.
Orbene in tale opera il Convento dei Padri Minori di S. Francesco non é mai stata nominata nemmeno una volta sola. Nella parte relativa al restauro del Centro di Fidenza, lo studioso, parlando della aree centrali, accenna a piazza Garibaldi, a piazza Matteotti e al "vasto cortile dell'ex Caserma dei Carabinieri" e non al Convento dei Padri Minori di S. Francesco.

Questa cartolina giratami da Mario Anselmi mostra la facciata 
dell'ex convento in gran parte del novecento prima dell'abbattimento
 dell'intera struttura oggi occupata  da nuove costruzioni.

8) - IL CONVENTO DEI PADRI MINORI TRASFORMATO IN CASERMA

L'edificio dei Conventuali di Borgo S.Donnino, come si è detto, venne lasciato al Comune di Fidenza dal Governo francese.
Il Governo ducale di Parma nel 1816 lo chiese per riusarlo come caserma per i Dragoni.
L'anzianato del Comune rispose che avrebbe ceduto solo l'edificio della Posta Vecchia (14).
Tuttavia il Comune cedette presto alla richiesta della Camera ducale perché nel 1831 negli Stati d'anime della parrocchia di S. Pietro di Fidenza risulta che l'ex Convento di S. Francesco era stato trasformato in Caserma dei Dragoni.
Tale riuso del sacro edificio restò praticamente sempre, fin quasi ai nostri giorni; infatti con l'Unità d'Italia tale locale fu riutilizzato dai Carabinieri che solo recentemente si trasferirono in una sede più dignitosa.-

9 - CONCLUSIONE

Secondo i documenti riportati, la Facciata dell' Ex Caserma o Ex Convento dei Minori Francescani venne realizzata alla fine del Settecento. Tale Facciata è stata come "un falso storico"; infatti ha sempre impedito di capire che la Chiesa e il Convento dei Padri Minori erano orientati in modo contrario.
Il vecchio muro di facciata dell'Ex Caserma o ex Convento non aveva alcuna pretesa monumentale o artistica e non poteva averla.-

Benvenuto Uni

N O T E

1) - Nell'archivio di Stato di Parma (ASP.) si conserva l'antico archivio dei Minori Conventuali di Borgo S.Donnino. La busta 15 conserva varie pergamene del sec. XIII

2) - ASP., Minori Conventuali di Borgo S.Donnino, b.1-5. Ordini lasciati dal M.R.P. Comelio Sanseverini da Piacenza, Provinciale di Bologna nella visita fatta di questo Convento di Borgo S.Donnino li 9 Novembre 1634, f.19 v.

3) - Archivio della Curia Vescovile di Fidenza (ACVF), copia della lapide, sec. XIX, nel fase. "Iscrizioni e antichità" :
"ORATORIUM S.TI FRANCISCI - OLIM DECORATUM - INSIGNI MIRACULO PANIS - COELITUS PRAESTITI - NUPER AUTEM RESTITUTO - PATRlAE ZELO - ET DEVOTIONIS - ERGO - MDC XXXX".
4) - ASP., Minori Conventuali di Borgo S.Donnino, b.1-5, f.118 v.

5) - ASP., Minori Conventuali di Borgo S.Donnino, b.18, Grida autentica del 22 Luglio 1730

6) - ASP., Minori Conventuali di Borgo S.Donnino, b.18, Capitolato del 1777.

7) - ASP., Minori Conventuali di Borgo S. Donnina, b .1-5, Libro dei Consigli Conventuali di Borgo S.Donnino, 1780, p.4

8) - Biblioteca Palatina di Parma (BPP.), Fondo Moreau, Orsoline di Borgo S.Donnino, cass.43, 28/5

9) - ASP., Minori Conventuali di Borgo S. Donnina , Libro dei Consigli op . cit., p. 36

10) Borgo S.Donnino 1802 di Vincenzo Plateretti, in "Quaderni Fidentini" N.23, Fidenza, 1983

11) - BPP., Fondo Moreau, cass.43. Lettera autografa dell'avv.Carlo Dalverme del 28 Novembre 1803  

12) - ACVF., Memorie Fidentine di Angelo Riccardi, p.ll .

13) - Centro Storico e Centro-Città. Studio sulla Città di Fidenza. Ricerche e progetto di Franco Ferrari, Itala Jemmi, Leonardo Pedrelli, Guglielmo Ponzi, Parma, 1981

14) - ACVF., Memorie Fidentine di Angelo Riccardi, op.cit.


1 commento:

  1. Bravo Proff. Benvenuto,
    Grazie della Tua ricerca, che valorizza la storia della nostra Fidenza,
    Mi auguro che i nostri studenti e le persone tutte, ne approfittino per documentarsi ed essere orgogliosi di essere fidentini.
    l'Anonimo di Borgo

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi