mercoledì 10 maggio 2017

La scuola Media Zani nei "Luoghi della Memoria"

Gocce di memoria
Quest post è il diario di viaggio degli alunni della Scuola Secondaria di 1° grado "P. Zani" che in questo momento, con i loro insegnanti, sono in visita al Sacrario di Marzabotto e al Parco di Montesole luoghi sacri che furono teatro dell'eccidio del 1944. E' un'esperienza promossa dalla Sezione ANPI fidentina che si inserisce e conclude il programma 2017 legato alla ricorrenza del 25 aprile.
Il resoconto per ora è ampiamente fotografico, abbiamo tuttavia anche un primo scritto inviato dalla prof. Mara Dallospedale, avremo modo poi di conoscere anche gli altri protagonisti di questa giornata. 

Appena arrivati mi ha interessato molto il discorso di Ilaria, le foto appese all'esterno mi avevano già dato un'idea di quante persone fossero morte, soprattutto di bambini o ragazzini della mia età che non avevano nemmeno una fotografia. 
I colori neutri della struttura interna del sacrario trasmettevano tranquillità, come se i morti sepolti in quel luogo avessero finalmente trovato un momento di pace. 

I dipinti, al contrario dei colori dei muri, trasmettevano un senso di agitazione, paura, raffigurando scene di rottura del clima caldo familiare. Il fatto che i dipinti fossero ricoperti d'oro mi ha fatto pensare ad una specie di risvolto positivo della morte dei civili innocenti. 
Guardando i nomi e le età dei morti ho notato soprattutto le persone della quale non si sapeva il nome e mi sembrava come se queste persone non potessero realmente "vivere" in pace nonostante fossero morti. Il grande numero di miei coetanei, mi ha fatto riflettere come se mi fossi immedesimata in loro, poco prima che la loro vita finisse. 
Mi rattrista come loro non siano riusciti a vivere a pieno i loro 12/13/14 anni e mi prendo, se pur poco, la responsabilità di vivere la mia vita a pieno come loro non hanno potuto fare. I bambini, una quantità di bambini defunti innaturale, impressionante. 
Bambini che avevano appena iniziato a vivere la loro infanzia, bambini che avevano a malapena un anno e un bambino, che non aveva neanche raggiunto un mese di vita. 24 giorni di vita, nel quale non si riuscirebbe neanche a vedere neanche tutto il borgo dove sarebbe vissuto se non fosse stato ucciso. 
Le madri morte con i figli che non erano in grado neanche di tenersi in piedi. Un'atmosfera angosciante mi pesa ancora sulle spalle dopo essere uscita dal sacrario e un senso di gratitudine per essere ancora qui dove sono ora.
Mara C.













La Chiesa di Casaglia

La Chiesa di Casaglia
Cimitero di Casaglia

Cimitero di Casaglia

Cimitero di Casaglia



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