Storia

Si sviluppa da un agglomerato spontaneo sulla Via Aemilia, in prossimità del guado dello Stirone. Il suo nome augurale, benché non menzionato prima di Siila, sembra rientrare nella toponomastica civica del II sec. a.C.
Ricordata da Plinio (Nat. hist., III, 116) nel catalogo delle città dell'VIII Regio, F. raggiunge l'autonomia municipale per lo meno in età augustea, divenendo capoluogo di un territorio esteso dal Po alle propaggini appenniniche, diviso dal Taro e dall'Ongina da quelli delle colonie di Parma e Piacenza. La sua iscrizione alla tribù Pollia si deduce da un'epigrafe funeraria rinvenuta presso Salsomaggiore. Sarà in seguito ricordata come vicus e mansio, ma una recuperata condizione municipale è esplicitamente testimoniata, nella tarda età imperiale, dalla tabula patronatus di Virio Valente, proveniente da Campore di Salsomaggiore, in cui la città è ricordata come Flavia Fidentia.
Un impianto ad assi ortogonali, parzialmente obliterato dalla costruzione dei terragli viscontei, si riconosce ancor oggi nel suo tessuto edilizio. Il piegamento del tratto suburbano occidentale della Via Aemilia, rettificata solo in questo secolo, è confermato dall'ubicazione del ponte romano, di cui si conserva poco più di un'arcata. Ai bordi di questo tratto di strada sono state in più occasioni ritrovate tracce di sepolture. Qui era stato probabilmente collocato, fra la seconda meta del II e il III sec. d.C., il sarcofago a cassapanca recuperato nell'Alto Medioevo per la deposizione del corpo di S. Donnino (ora nella cripta del Duomo). Il foro, corrispondente con ogni probabilità all'attuale Piazza Garibaldi, in posizione eccentrica, con orientamento normale a quello degli isolati, spartito dal decumano massimo come quello di centri cisalpini non anteriori al I sec. a.C., potrebbe essere il risultato di un intervento urbanistico successivo, da mettere forse in relazione con la trasformazione del centro in municipium.
Nell'area urbana sono stati scavati resti di abitazioni; sul territorio si notano tracce di villae.
Recenti ritrovamenti fanno supporre che il centro fosse dotato di una fortificazione bizantina.
Bibl.: M. Marini Calvani, Fidentia, Parma 1977; ead., La «tabula patronatus» di Campore di Salsomaggiore, Parma 1986; ead., Fidenza: appunti di storia urbana, in Geoarcheologia, in corso di stampa.